Vaccino esavalente e autismo

autismo

Il Tribunale di Milano riconosce un indennizzo a un bambino di 9 anni, affetto da autismo riconoscendo il nesso di causalità con la somministrazione del vaccino esavalente.

La battaglia condotta per molti anni dai genitori di bambini autistici, convinti che la sindrome dei loro figli fosse correlata alla somministrazione di vaccini, trova oggi il primo riscontro legale. Il Tribunale del Lavoro di Milano ha condannato il Ministero della Salute a riconoscere un indennizzo a un bambino autistico di 9 anni, riscontrando il nesso di causalità fra la malattia e la somministrazione del vaccino esavalente Infanrix Hexa Sk prodotto dalla GlaxoSmithKline. La condanna del Ministero è dovuta al fatto che lo stesso abbia adottato tale tipo di vaccino.

La sentenza prende corpo dalla relazione del medico legale, il dott. Alberto Tornatore, il quale ha preso a riferimento un documento riservato della Glaxo inviato agli enti regolatori. Pur con parecchie omissioni e con molto materiale superfluo, il documento fa riferimento esplicito a casi di autismo riscontrati in fase di sperimentazione clinica avvenuta prima delle autorizzazioni rilasciate dalle varie autorità sanitarie.

In poche parole, la Glaxo non aveva segnalato nella documentazione fornita alle autorità sanitarie dei vari paesi, che vi erano stati ben 5 casi di autismo in fase di sperimentazione.
Il documento della Glaxo fa riferimento non solo alla fase di sperimentazione clinica prima del rilascio delle autorizzazioni, ma anche all’analisi degli effetti collaterali durante tutto il periodo di utilizzazione del vaccino stesso. Il periodo di riferimento è in particolare quello che va dagli anni 2009-2011. Nel documento si citano ben 559 reazioni avverse gravi, ma i particolari vengono forniti solo per 56 di esse.
La documentazione della Glaxo è di difficile leggibilità, ma da essa si evince chiaramente che tra gli effetti collaterali del vaccino c’è anche l’autismo. La Glaxo conclude nel suo scritto, affermando la validità del vaccino affidandosi a dati statistici, infatti le reazioni avverse sarebbero poche a fronte alle milioni di dosi iniettate in tutto il mondo.
In un primo momento sembrava che il Ministero della Salute accettasse senza opposizione alcuna, il verdetto del Tribunale di Milano, poi si è saputo del ricorso in Appello.
La vicenda, quindi è solo al primo stadio e sicuramente farà ancora parlare di se’. Da una parte, infatti ci sono i genitori, ben decisi a far valere le loro ragioni, dall’altra il Ministero concentrato e determinato a validare la bontà delle scelte effettuate.
Qualunque sia l’esito finale della vicenda, il dato principale è la constatazione che le case farmaceutiche detengono un potere assoluto, anche nei confronti delle varie agenzie del farmaco, tanto da permettersi di fornire dati lacunosi pur di vedere approvato un loro prodotto.
Questa sentenza ridona un po’ di speranza a tanti genitori con figli autistici. L’indennizzo concesso potrebbe fare in modo che molti malati possano avere accesso a cure migliori e a centri di eccellenza nella cura e gestione di un bambino affetto da autismo. Le strutture pubbliche, infatti non sono in grado di offrire il sostegno necessario a bambini affetti da un male per certi versi sconosciuto, ma terribile.

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