Svizzera: esperti di Calabrese cercasi

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La Confederazione elvetica cerca traduttori calabresi per dare la caccia ai criminali della Ndrangheta.

E’ la polizia svizzera che cerca persone in grado di comprendere bene l’ostico dialetto calabrese. Il tutto deriva dal fatto che la malavita di origine calabra, la ndrangheta tanto per intenderci, sta cercando di estendere i propri criminali interessi proprio in terra elvetica. Gli inquirenti spesso utilizzano mezzi come le intercettazioni ambientali, solo che ben poco capiscono perché i sospettati parlano calabrese. Il dialetto calabrese è praticamente incomprensibile anche per chi parla italiano e per gli stessi poliziotti italiani di origine. Di fronte a questa difficoltà le autorità svizzere hanno ben pensato di assumere traduttori calabresi. Sono comparsi, quindi nelle bacheche di alcune università elvetiche degli annunci, in cui vengono ricercate persone in grado di capire il dialetto calabrese. Siamo in Svizzera, per cui anche la paga è di sicuro interesse, circa 60 euro all’ora. Per cercare comunque di rassicurare i cittadini della Confederazione elvetica il Procuratore Generale ha precisato che la Svizzera non è una nazione mafiosa, che le infiltrazioni della malavita organizzata sono poche e marginali, ma che è interesse delle autorità spezzare sul nascere ogni possibile contaminazione da parte della Ndrangheta. In questa ottica viene spiegato il provvedimento di reclutamento dei traduttori calabresi. C’è poco, però da stare tranquilli per i cittadini della Confederazione, la Ndrangheta purtroppo ha mille ramificazioni e soprattutto molto denaro da investire, frutto del traffico di droga, come è dimostrato dai recenti arresti nel nord dell’Italia, ma soprattutto quelli nella vicina Germania. Una notizia che non fa bene all’Italia, la cui immagine nel mondo spesso è sporcata da fatti delinquenziali. E’ ancora vivo il ricordo delle copertine, apparse alcuni anni fa, dei periodici tedeschi in cui l’Italia veniva dipinta come patria della criminalità, la qual cosa danneggiò e parecchio la nostra economia dirottando frotte intere di turisti tedeschi dall’Italia alla Spagna. Volendo vedere un po’ di umorismo, diciamo che nel pieno della crisi, qualcosa riusciamo ancora ad esportare: la delinquenza!

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