Esercizio abusivo della professione: la denuncia dell’Ordine dei Giornalisti a Barbara D’urso

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Risulta essere di qualche giorno fa la notizia secondo la quale la conduttrice Barbara D’urso sarebbe stata destinataria di una denuncia/esposto da parte dell’Ordine dei Giornalisti, con l’accusa di aver esercitato abusivamente la professione giornalistica.
Enzo Iacopino, presidente dell’ordine suddetto, rende nota tale vicenda su facebook, postando anche le foto dell’atto presentato; proprio sul social network, qualche giorno prima, era stato postato un chiaro avvertimento: “Basta soubrette, ora le denunciamo“. Dietro le numerose segnalazioni giunte all’ordine da parte di telespettatori ed utenti dell’informazione, il presidente sta portando avanti una campagna avversa alla c.d. “Tv del dolore”, fatta di strumentalizzazioni e spettacolarizzazioni delle vicende altrui, seppur dolorose, al solo scopo di accrescere lo share; una modalità di fare informazione a dir poco vergognosa, che inevitabilmente va a ledere l’immagine di tutto il mondo del sano giornalismo, andando incontro a pesanti ripercussioni negative.

Benché il presidente dell’ordine dei giornalisti non si riferisse solo a Barbara D’urso, ciò che ha fatto scattare la concreta reazione contro di lei è stata una particolare intervista durante il programma “Domenica Live”, relativa al caso di Elena Ceste, la donna di Castigliole d’Asti, scomparsa e ritrovata senza vita nel mese di ottobre. La D’urso sarebbe stata colpevole di aver utilizzato lo strumento dell’intervista, tipico mezzo dell’attività giornalistica, senza averne titolo, ovvero senza essere inscritta all’Albo dei Giornalisti; inoltre, la conduttrice lo avrebbe fatto ripetutamente e senza tener conto “del rispetto della privacy e del coinvolgimento di minori”, venendo meno alle disposizioni previste dalla legge e dalle carte deontologiche che vanno a circoscrivere il diritto di cronaca, al fine di tutelare la sfera più intima di ogni individuo e al diritto di ognuno alla riservatezza.

L’intervista ad un amico di Elena Ceste sarebbe stata altamente lesiva della vita della donna in questione e dei suoi figli, avendo come oggetto di discussione le illazioni sulle presunte relazioni sentimentali della stessa: proprio per questo il presidente Iacopino ha deciso di intervenire presentando una denuncia a due procure, quella di Milano e di Roma, all’Agcom, al Comitato media e minori, nonché al Garante per la protezione dei dati personali.
L’esposto è stato depositato nella giornata istituita contro la violenza sulle donne, in quanto, secondo Iacopino, “il femminicidio si consuma anche oltre la morte, oltraggiando la vita della donna e dei suoi figli“.
Si rende noto, inoltre, che l’operazione di denuncia coinvolge anche altri conduttori/conduttrici, che nei rispettivi programmi agiscono in modo poco condivisibile e poco professionale; sono stati, infatti, consegnati i nominativi degli stessi alle autorità competenti, che dopo aver effettuato i necessari controlli, provvederanno in maniera opportuna.
Del resto l’eccessiva drammaticità trasposta sullo schermo, da “soubrette dall’occhio lucido“, non attiene soltanto al caso di Elena Ceste, ma quasi tutti i casi che più hanno turbato l’opinione pubblica; basti ricordare i casi di Melania Rea, di Sarah Scazzi, di Yara Gambirasio e tanti altri, dove la vita e, soprattutto, la morte delle persone assume il ruolo di un’esibizione, di uno spettacolo altamente emotivo, in modo da creare più suggestione possibile nei confronti dei destinatari della notizia e quindi fare audience.
Pertanto, la reazione dell’Ordine dei Giornalisti risulta essere doverosa nonché rispettosa di coloro che lavorano nel modo giusto e del diritto di ogni cittadino di essere informato correttamente, nell’osservanza delle regole previste.

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