OMICIDIO ANDREA LORIS: La madre consegnò le fascette alla maestra



L’episodio viene riportato dal Corriere della Sera e getta nuovi dubbi su Veronica Panarello. Primi esami: “Compatibili con quella utilizzata da assassino”. Accertamenti sul sul rilevatore Gps per analizzare il percorso compiuto la mattina del 29 novembre. Avvocato: “E’ estranea ai fatti”

fascette

Le indagini sulla morte di Loris Stival si concentrano sempre di più sulla madre, Veronica Panarello. Non è indagata. Ma i tasselli di quella mattina di sabato 29 novembre, messi insieme da polizia e carabinieri, aumentano i sospetti su di lei. L’ultimo – riportato dal Corriere della Sera – riguarda un mazzo di fascette da elettricista compatibili con quella utilizzata dall’assassino per uccidere il bambino di 8 anni. Veronica ne avrebbe consegnato un sacchetto alle maestre del figlio che lunedì scorso sono andate a casa Stival per porgere le condoglianze dopo l’omicidio. “Ve le restituisco, sono quelle che servivano per le lezioni di scienze”.

“Il papà di Loris, su pressioni della mamma, ci ha dato una confezione, aperta, di fascette di plastica bianche, sostenendo che sarebbero dovute servire al bambino nei lavori in classe proprio il giorno in cui era scomparso – racconta Teresa Iacona – siamo rimaste sorprese perché non avevamo mai chiesto di portarle, sono pericolose, e non era previsto il loro utilizzo a scuola”. Un episodio strano, a cui le insegnanti su due piedi non danno particolare peso. Anche se sono convinte che quelle strisce di plastica non siano mai state usate dai bambini, né per le lezioni di scienze né per qualche altra attività. Le maestre comunqne consegnano tutto in Questura. La conferma della loro versione arriva dalla preside dell’istituto, Giovanna Campo.

Adesso però quell’episodio viene riletto sotto un’altra luce. Perché i nuovi esami medico legali (non ancora conclusi) sembrano aver fissato un punto fermo: prima di essere gettato nel canalone in contrada Vecchio Mulino, 4 chilometri da Santa Croce Camerina (Ragusa), Loris è stato strangolato con una fascetta da elettricista. Una striscia di plastica che, una volta stretta non può più essere aperta se non con un coltello, un temperino o un paio di forbici. Proprio sul collo del bambino è stata rinvenuta una ferita verticale, probabilmente compatibile con un taglio; e dei graffi forse causati dalla base zigzagata della stringa di plastica. Di più. Quelle consegnate dalla madre alle maestre di Loris sarebbero compatibili con i segni trovati sul collo di Loris. A dirlo sono i primi accertamenti della polizia Scientifica e del medico legale. Ma il responso non è ancora definitivo perché gli esami sono in corso per avere un esito certo e definitivo. Inoltre, quella utilizzata dall’assassino non è ancora stata ritrovata.

(fonte: Il fatto quotidiano)



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